domenica 14 febbraio 2010

Il documentario del Falò

Il video del Falò di San Geminiano 2010 prodotto dalla Compagnia della Gerla. Interviste di Paola Mallegni; riprese e produzione Gianluca Melli.

giovedì 11 febbraio 2010

Nuovi falò crescono: forza Scorcetoli

Il prossimo 13 febbraio, "sabato grasso" vedrà la luce un nuovo falò in Lunigiana: il falò di Scorcetoli. Nato dall'idea di alcuni giovani del paese, il falò della simpatica frazione filattierese nasce con lo scopo dichiarato di unire il paese attorno al fuoco con il puro scopo di stare assieme e passare una serata conviviale.
Sebbene da subito gli organizzatori hanno espresso l'assenza di alcuna volontà competitiva nei confronti dei falò pontremolesi e neppure del falò di Sant'Antonio (17 gennaio) del capoluogo Filattiera, è bene sottolineare che lo sforzo messo in campo dai promotori non è stato indifferente: diverse giornate di lavoro nei boschi della valle del Caprio hanno consentito di radunare numerose fascine di ulso.
Benvenuto quindi al nuovo fuoco, che per la data scelta si inserisce a pieno titolo nel solco della tradizione carnevalesca lunigianese, che prevedeva, al tramonto dell'ultimo martedì di Carnevale, l'accensione di tanti falò di sterpi, sermenti e piante di granturco in ogni podere: il contadino e la propria famiglia con questo "rito" terminavano l'allegro tempo carnevalesco bruciando i resti della stagione agricola precedente e auspicando, dopo la Quaresima imminente, una stagione feconda per il raccolto.
I fuochisti di Scorcetoli aspettano un numeroso pubblico alle ore 19 presso il campo sportivo di Scorcetoli (zona del "Cantiere"). Al termine del fuoco la festa continua con gli stand gastronomici e altre sorprese.
I fuochisti di San Geminiano non faranno mancare il loro apporto e il loro incoraggiamento intervenendo con il consueto calore alla manifestazione.

lunedì 8 febbraio 2010

Capolavori da antologia

Gli avversari di San Nicolò hanno contestato al nostro falò di domenica scorsa la non combustione di parte della catasta all'altezza dell'incrocio dei pali. In realtà quella parte di falò è bruciata, eccome se è bruciata!, altro che "il cimello non bruciava". Soltanto che si è consumata un paio di minuti più tardi rispetto alla parte inferiore del falò, dando adito a critiche e maldicenze.
Si tratta quindi di un'imperfezione, niente di più. Perchè di punte che non bruciavano - per davvero, non per criticare dando aria ai denti - in questi anni ne abbiamo viste parecchie.
L'ultima lo scorso anno 2009 al falò di San Nicolò. Ecco a voi come brucia la punta del falò dei professorini vaticani. Clicca sulla foto per ingrandire.
(Foto Roberto Bellotti).
PS: si attende commento del solito fan di San Nicolò.

sabato 6 febbraio 2010

Ci salutiamo

Ci salutiamo qui.
A sei giorni dal Falò 2010 è tempo di fare riposare sotto le braci ancora calde della nostra catasta anche questo blog. Questo non significa che rimarremo dormienti. Ci saranno nuovi video da caricare, foto da mostrare, le cronache della prossima trasferta-gemellaggio a Rocca San Casciano il 10-11 aprile, ma il tempo delle pubblicazioni quotidiane è terminato.

E' tempo di bilanci. Già fatto quello vero e proprio del falò, parliamo di questo blog sperimentale. Da quando abbiamo lanciato in rete il suo indirizzo il nostro sito è stato visto da 445 persone diverse, per un totale di 987 visite e 1.864 pagine visionate. Davvero un successo se si pensa alla scarsa pubblicità che gli abbiamo fatto e alla fatica che ancora oggi il falò fa ad uscire dai confini pontremolesi e lunigianesi.

Grazie quindi a tutti i lettori, anche agli amici di San Nicolò che hanno scoperto questo spazio e lo hanno giustamente usato per rendere ancora più pubbliche le scuse che hanno utilizzato per apparire meno sconfitti di quanto lo siano realmente stati nella magica sfida dei fuochi.

venerdì 5 febbraio 2010

Le cronache del Corriere Apuano: 2010


Dal Corriere Apuano del 6 febbraio 2010

Di fronte ad una folla forse mai così numerosa
Il falò di San Geminiano si ripropone in tutta la sua magnificenza


Tutto è compiuto! Mentre la folla fatica a staccarsi dalle spalline del ponte, vogliosa di godere degli ultimi effetti del calore che ha attenuato i morsi di un gelo violento, si consumano i rimasugli dei battibecchi tra le parti alla ricerca dei soliti appigli che confermino il desiderio di primato.
Non c’è più il riverbero esplosivo della fiamma salita al cielo imperiosa per aggredire gli spazi con forza inusitata, non più il gioco perverso delle faluggini che si spargono nell’aria incontenibili, rese più vezzose dall’improvviso turbinio di piccoli tornado; non c’è più il calore cocente che ti induce a ripararti il viso quasi a contenere il momentaneo piacere.
Le immagini, ogni volta nuove, sono scese nel cuore e si sono fissate nella mente, patrimonio incancellabile di una vicenda infinita che senti tua come è tua la tua terra.
Ma, dentro c’è tutto, con tutti i suoi particolari. Il rito quasi tribale dell’accensione, l’esplosione di luce improvvisa ed avvolgente, il rammarico di un refolo fastidioso che opprime la fiamma impedendole di elevarsi liberamente fino alle stelle, la marea festante di gente accalcata in ogni dove, il solito groviglio di ombre che rende insinuante la bellezza quasi subdola di una Pontremoli orgogliosa delle sue tradizioni.
Resti lì a chiederti se tutto questo abbia un senso, non per quello che propone, ma per quello che costa in termini di fatica. In effetti, quei venti minuti di spettacolo, sono il prodotto ultimo di un impegno incredibile che solo la massa dei fuochisti festanti rende percepibile.
Sul greto del fiume, accovacciati su un sasso, una giovane coppia di “foresti” contempla quasi in trance il traliccio annerito e l’accumulo di braci ancora fiammeggianti. “E’ stato uno spettacolo incredibile”, commenta la ragazza ed il riverbero ancora vivace illumina i suoi capelli ramati e fa guizzare uno sguardo entusiasta.
Allora, capisci che il tutto ha un senso, che gli sforzi compiuti vanno ben oltre l’effetto preteso, che sono assurde le polemiche astiose, che ha un suo significato il copione ripetuto all’infinito dei cori di parte, volutamente provocatori, ma voce inerme di un sentimento comune che vuole solo fare percepire quanto sia concreto il nostro senso di appartenenza, che gli altri forse ci invidiano perché espresso in un modo così coinvolgente.
E, “gli altri”, una volta di più, erano davvero tanti, come lo sono stati per il falò di Sant’Antonio, a dire che questa nostra festa ormai non è più solo nostra, ma deve continuare per fare capire chi siamo, cosa siamo capaci di fare, sui due fronti, per dare un’altra immagine di questa nostra realtà che non può e non deve prescindere dalle proprie tradizioni, semmai da esse ricavare quegli impulsi per dare nuova sostanza ad un futuro che troppo spesso ci sfugge.
I due giovani sono rimasti seduti a lungo, nonostante il gelo, che stava recuperando un primato appena messo in discussione, a darci una lezione di saggezza, perché una cosa bella va sempre goduta fino in fondo, fino a che abbia consumato la propria capacità di coinvolgimento, tutto il suo vero valore.
Gratifica, inavvertita, ma totale, per qualcosa di donato e goduto fino in fondo, segnale spontaneo a dirci che vale la pena di continuare, costi quel che costi, alla faccia delle polemiche, perché anche questo è uno dei tanti volti di Pontremoli a cui forse, inconsciamente, ci stiamo abituando, e per questo è oggetto di tante disquisizioni assurde, ma che merita, invece, di trovare ben altro spazio nella nostra sonnolenta indifferenza. (Luciano Bertocchi)


***

Ringraziamo Luciano Bertocchi per le emozioni che ha saputo trasmettere anche quest'anno a quanti non hanno potuto assistere allo spettacolo del falò.

giovedì 4 febbraio 2010

La prova video del trionfo

Per questa eccezionale testimonianza dobbiamo ringraziare Carlo Bertaccini del Rione Mercato di Rocca San Casciano, i nostri gemelli romagnoli. La competenza e la passione per le tecnologie audio e video, hanno portato Carlo a recuperare su Youtube i primi due video a disposizione dei falò di San Nicolò e San Geminiano 2010.
"Allineando" i tempi dell'accensione si vede come - a sostanziale parità di altezza delle pire - San Geminiano arriva 15 secondi prima a "chiudere" con le fiamme l'intera catasta. Segno di una potenza di fuoco che pure dopo, sebbene leggermente scomposta dal vento, continua incessante.
Ora, è vero che San Nicolò aveva un palese problema di sicurezza (assenza di vie di fuga che non fossero l'acqua gelida del Magra) tale per cui l'accensione sul lato fiume è stata necessariamente meno efficiente, fatta con meno torce. Verissimo. Ma basta questo a giustificare 14-15 secondi di ritardo nel completamento della fiamma? Sicuramente no. Anche perchè comunque i bochi avrebbero dovuto essere secchissimi e il vento era assente. Alla fine, facendo la tara a questi elementi, San Nicolò ha acceso molto meno bene che San Geminiano. Basta dare un occhio al cronometro: San Nicolò copre l'intera facciata "Nord" del falò, quella dove non vi erano problemi di di sicurezza e dove si addensano moltissime torce, circa 7 secondi dopo l'intera chiusura dei Zumian!
Il video si ferma laddove le immagini dei due filmati indugiano su altri aspetti. Ma chissà che non arrivi qualche video più lungo: dove vedere sì la fiamma dei Zumian un pò strapazzata dal vento (direi soprattutto sul lato Sud) ma anche le "putrelle" che spuntano dalla pira del Vaticano, un'offesa, secondo un giudizio unanime, al senso estetico richiesto per la tradizione dei falò.

mercoledì 3 febbraio 2010

Il primo video del falò 2010!



Video postato su Youtube da Ciaolupo

Il resoconto meteo

Gli amici dell'Osservatorio Meteorologico di Pontremoli - con i quali ci complimentiamo: le previsioni consegnateci giovedì scorso sono state del tutto rispettate - ci regalano oggi il resoconto meteo del falò.

Come si può desumere, il vento c'era, non era un'invenzione, e ha giocato la sua parte.

Ecco comunque il resoconto di Maurizio Ratti

Il 31 gennaio, dalle 19 alle 20, vento medio da N-NW a 5,8 km/h con max intensità di 13,7 km/h alle 19:47. Debole, quindi, ma in grado comunque di raggelare l'ambiente e la gente!
Fortunatamente, la massima raffica si era già avuta nel pomeriggio, 40 km/h alle 15:20, mentre il vento medio più gagliardo al mattino presto: 23,4 km filati dalle 3 alle 4. E' stata la serata più gelida di tutto gennaio (in buona compagnia della prima domenica del mese, il 3: ma era un'altra aria...), con temperatura in calo da -1,0°C a -1,8° C che, unita al venticello da N-NW, produceva un penetrante wind-chill (effetto di raffreddamento dovuto al vento), compreso tra -3 e -6, per la gioia di tutti coloro che erano in giro ad attendere l'evento clou della giornata!
Umidità compresa tra 52% e 64% nell'ora.

Per quanto le condizioni descritte fossero poco invitanti, non va dimenticato che in altri anni furono ben più proibitive, ad esempio nel 1987 e nel 1991 per la combinazione di basse temperature e vento forte.

***

Auspicio finale: mentre a Modena, dopo 54 anni, hanno rivisto cadere la neve il giorno del santo patrono, noi attendiamo che ciò si ripeta al più presto il 17 gennaio, come avvenne nel 2001: una bella tormenta per festeggiare il decennale, ci starebbe bene, il 17 gennaio 2011 !! :-)
ah ah ah

Rassegna Stampa

A grande richiesta, la consueta rassegna stampa di fine falò.
Cominciamo con la stampa straniera.

Haaretz (Israele): "נתניהו ברלוסקוני: שגיאה, המדורה של סן ניקולו
Traduzione: "Netanyahu a Berlusconi: un errore il falò di San Nicolò"
Il premier israeliano rende pane per focaccia al Presidente italiano che alla vigilia della visita di stato a Tel Aviv aveva giudicato un errore l'espansione delle colonie israeliane in Cisgiordania.

El Pais (Spagna): "Telefonica: oferta pública de adquisición de San Geminiano"
Il colosso delle telecomunicazioni spagnole guarda con sempre maggiore interesse al nostro paese: dopo l'Opa su Telecom Italia, ecco la scalata per acquisire i fuochisti bianco-rossi. (per adesso conferiremo idraulici e bancari; per i tecnici telefonici vedremo...)

New York Time (USA): "Michelle Obama: never seen before a so beautiful bonfire. The first lady visited privately Pontremoli - Italy last January 31"
Traduzione: "Michelle Obama: mai visto un falò così bello"
Sunto dell'articolo: La moglie del presidente americano, in incognito a Pontremoli, applaude il falò di San Geminiano dalla casa di Via del Seminario 1. Tensione nella security per il cedimento di un pluviale dello stabile. Poi torna la tranquillità: era solo un trattore carico di ulsi con alla guida Simone.

Svenska Dagbladet (Svezia): "Sverige överger San Niklas. Den nya helgon är Geminiano"
Traduzione: "La Svezia abbandona San Nicolò. Il nuovo santo è Geminiano".
Svolta storica nel maggiore dei paesi nordici, tradizionalmente legati a San Nicola/Nicolò: dopo l'ennesima sconfitta in Italia, Geminiano eletto a nuovo santo della luce.

E adesso passiamo alla stampa italiana

La Repubblica: "Berlusconi: processo breve anche per i reati di San Nicolò"
Sommario: Il Premier punta a chiudere il processo a carico dei fuochisti del Vaticano per il reato di mala costruzione del falò. "Prescrizione in due settimane - afferma il Premier - tanto poi ci pensano i Zumian a offrire uno spettacolo come si deve."

La Stampa: "Rubbia: energia e calore non inquinanti sviluppando il fuoco di San Geminiano"
Sommario: Il fisco premio Nobel rilancia la ricerca sull'energia pulita dopo avere visto il pochissimo fumo e le limpide fiamme del falò sotto la Cresa.

L'Unità: "La corrente migliorista di Porta Parma: Congresso subito o condannati all'opposizione per dieci anni".
Sommario: La minoranza interna del Rione di San Nicolò insorge con un urlo alla Moretti: "con questi fuochisti non vinceremo mai". Richiesto a gran voce un congresso e primarie subito per tornare a vincere. Tra cinque o sei anni.

L'Osservatore Romano: "Anche la luna si è affrettata al Falò di San Geminiano". I
Il giornale della Santa Sede rispolvera un celebre discorso di Giovanni XXIII per celebrare il falò di San Geminiano nella notte di plenilunio. Il sommario dell'articolo di apertura: "Si direbbe che persino la luna si è affrettata stasera... osservatela in alto, a guardare questo spettacolo. Noi chiudiamo una grande giornata di falò... tornando a casa troverete i vostri bambini: date loro un falcetto e dite loro"anche tu l'anno prossimo sarai un Zumian".

martedì 2 febbraio 2010

I commenti di quelli di San Nicolò

Tra ieri e oggi gli avversari di San Nicolò (o forse uno solo preso da "sindrome da sentenza compulsiva") si sono accorti del nostro blog, riversandovi dentro i loro commenti, che potete leggere sotto i singoli post.
Commenti, sia detto a scanso di equivoci, che oltre ad essere quasi sempre sufficientemente civili e simpatici come si conviene, sono pure benvenuti. Scusateci per questo se la loro pubblicazione, per motivi tecnici, non è sempre immediata.
Detto questo, se San Nicolò avesse vinto la sfida con il suo falò-supposta rivelatosi dopo la bruciatura il falò fatto con le putrelle, probabilmente i suoi supporter non avrebbero scritto niente: si sarebbero limitati a gongolare al Bar Luciano - dove dopo il nostro falò non si sono fatti vedere, contrariamente ad altri anni - e a farsi un brindisi alla nostra faccia.
Invece no. Hanno perso e come consuetudine legittimamente recriminano, puntualizzano, analizzano alla moviola, sfottono, promettono guerra. Soprattutto si arrampicano sugli specchi rigando il vetro con le unghie.
Il tutto con una novità: dopo l'eliminazione del passaggio a livello di Porta Parma, che ha reso periferico il loro ritrovo, e dopo la chiusura del leggendario Chiosco, i san nicolini, chiusi nel loro rione non sanno più come esprimere le loro rimostranze. Ed eccoli allora comparire sul blog dell'avversario a cercare qualche passante, seppur "telematico" a cui tentare di spiegare che non è vero, che hanno vinto loro, magari continuando a tirare fuori i falò dei primi anni '90, quelli che non appartengono se non di striscio a questa generazione di fuochisti, senza però mai parlare dei falò recenti. Vero?
Cari amici, continuate a scrivere, siete benvenuti. Il nostro blog - in attesa che anche voi cominciate a comunicare l'evento con mezzi al passo coi tempi - è a vostra completa disposizione: potete scrivere che non avete mai subito attentati, che solo voi avete i segreti del falò, custoditi gelosamente nella capanna (quella portata via dal Magra la notte di Natale: probabilmente anche il fiume si era stancato di vedere modesti spettacoli il 17 gennaio), che vi copiamo la tecnica mentre ci offrite un bicchiere (di quello buono, ohimè!), etc. etc. etc. perchè anche questo rende più bella la sfida (che abbiamo vinto).
Di altre cose avremo tempo per riparlare. Nel frattempo dateci dentro con l'antiacido.
Lò lò lò...

Le foto del falò/3

Tratta dal "Monacchia Mediablog"
http://wwwnew.splinder.com/mediablog/Monacchia%20/media/22165871

Le foto del falò/2

Foto gentilmente concesse dallo Studio Fotografico Walter
Massari - Via Calaprada - Villafranca Lunigiana

Clicca per ingrandire

Le foto del falò/1

Clicca per ingrandire. Foto Lara Cecchini, che ringraziamo.

lunedì 1 febbraio 2010

Foto e video

Il vostro blogger non è in grado di offrirvi foto del falò, essendo stato in toto impegnato nella preparazione. Chiediamo quindi di fare affluire all'indirizzo mail del blog, al profilo facebook o anche alla mia mail personale le foto della giornata di ieri e i video eventualmente caricati su youtube: un gran numero di persone (79 solo oggi!) si sta collegando al blog evidentemente per vedere le prove visive del trionfo.

Domani in giornata consueta rassegna stampa di fine falò.

Riflessioni di un fuochista

Il nostro vicecapo-montatore Massimo Cierrecì, dopo avere dormito questa notte imbragato ad una scala che la moglie gli aveva montato in giardino per non fargli sentire nostalgia del falò, ha lasciato un commento al precedente post.
Per tanti motivi mi sembrava immeritato derubricare a semplice commento la sua bella riflessione, che quindi elevo a post che tutti possono leggere.
Grazie Massimo
<<Bene bene. Anche quest'anno è andato tutto bene. Dopo la gioia della sera del 31 di solito il primo giorno di febbraio è caratterizzato da quei dolori che, tutti sentono lungo la schiena, alle braccia, nelle gambe e un po' in tutto il corpo (anche testa e stomaco), a ricordare che gli anni passano anche per i fuochisti...Solo ognuno di noi sa in cuor suo quali sono i motivi più o meno reconditi che ogni anno lo spingono a 'scendere giù nel fiume' e a partecipare alla realizzazione del Falò, così come solo ciascuno di noi sa quanto tempo, quanta disponibilità, quanti mezzi, quante attrezzature, quanta capacità, quanta voglia può metterci ogni anno e quali incombenze, quali attitudini e quali responsabilità può avere... Ma anche se diversa è la misura con cui ognuno partecipa sia ben chiaro a tutti che ''TUTTI SONO INDISPENSABILI'' come dice sempre Michele (in arte Lucio), che è uno che al Falò ci tiene e lo dimostra ogni anno sempre di più sul campo di battaglia(volevo dire di lavoro)... e non solo!!!Complimenti quindi a TUTTI, e da tutti noi di rimando il Grazie si leva al capitano HUBERT, che rappresenta il primo esempio da seguire, per lavoro, impegno e dedizione... e passione.A presto. (ci sono 200-300 fascine di quercia lassù che ci aspettano!!!)
Massimo G. >>

Cronache di un trionfo

No, non è la solita retorica dell'uomo di parte. Non è il "peana" (per usare un termine caro ai cantori delle mediocri gesta di San Nicolò) di chi ha contribuito alla riuscita del falò. E' semplicemente la realtà dei fatti: il Falò di San Geminiano di ieri sera è stato un autentico trionfo, un successo che certamente si inserisce nel solco delle ultime vittorie nonostante la buona riuscita non fosse per nulla scontata: la pioggia venerdì pomeriggio, le previsioni meteo da incubo, il vento e i fiocchi di neve di domenica mattina avevano messo più di una preoccupazione ai Zumian. Che per esorcizzare tutte le negatività che potevano abbattersi sul loro operato, hanno fatto l'unica cosa che potevano fare: lavorare sodo alla costruzione della catasta. Con la serenità (parola magica di quest'anno) di chi non ha nulla da rimproverarsi. Un atteggiamento che è stato premiato, alla fine: il vento di tramontana si è progressivamente spento fino a soffiare, all'ora dell'accensione, in modo non preoccupante, infondendo la certezza che la pira avrebbe bruciato senza subire più di tanto gli sberleffi della tramontana.

Massimo e Fabio - veri artefici del capolavoro - sul punto più alto della pira, coadiuvati da tre generosissimi capiscala come Maurizio, Cleo e Fici che coordinavano il passaggio "terra-cielo" dei bochi, alla fine hanno chiuso la pira ben più in su dei 13,30 metri del palo di sostegno: gli oltre 14 metri di falò, la loro perfezione estetica - altro che le supposte messe in piedi da San Nicolò! - hanno rapito il numero pubblico ancora prima che il Campanone suonasse l'ora dell'accensione. A queste persone va dunque un ringraziamento speciale che si unisce ai tanti meriti che si sono guadagnati le "cordate" di fuochisti alternatesi per due giorni sulle scale e a terra attorno al falò.

All'ora convenuta, dunque, 40 torce tenute in mano con orgoglio da altrettante "giubbe rosse" (vi sono piaciute le nostre felpe "Zumian"?) hanno cinto d'assedio il falò e al segnale consueto hanno aggredito il i bochi con sincrona perfezione, una perfezione copia autentica di quella già vista nel 2009. Potremmo fermarci qui e rimandarvi al filmino di quell'anno, tante sono state le somiglianze con quella magnifica accensione. Solo un alito di vento di troppo ha ritardato di qualche frazione di secondo l'arrivo della fiamma in vetta. Dopodichè, quando si era già capito che anche per quest'anno non c'era storia e il Vaticano aveva nuovamente perso la sfida (e anche qualcos'altro, ma ne riparliamo in fondo), assieme alle fiamme è salita al cielo la consapevolezza di avere fatto qualcosa di grande. Le migliaia di persone accorse si sono scaldate con una fiamma chiara e pulita, sinonimo di ottimo materiale di combustione e di nessun ricorso alla chimica. Sebbene il solito alito di vento (ma non lamentiamoci, ripeto: la mattinata lasciava presagire ben altre correnti!) non permettesse al fuoco di lanciarsi in altezza, tutta la potenza e l'energia del fuoco erano ben visibili da tutti: ben altro rispetto alle fiamme lente e prive di energia che abbiamo visto dal ponte Pompeo Spagnoli due settimane fa.

Qualcuno ha osservato un intreccio di bochi all'altezza dell'incrocio dei pali che si è consumato qualche minuto dopo i bochi sottostanti. Ad essere comprensivi (visto il risultato schiacciante) non lo si può negare, ma davvero risulta difficile attribuire un peso consistente a quella che può essere solo una piccola sbavatura cancellata dalle fiamme in pochi minuti.

E allora via alle danze - rimarrà negli annali il ballo in solitaria di Danilo a sberleffo degli avversari - e a raccogliere il meritato applauso di un pubblico appassionato e generoso nonostante il freddo che da qualche anno risparmiava la notte di San Geminiano. E poi, rotti i cordoni di sicurezza da una folla desiderosa di non fare finire troppo presto uno spettacolo che rapisce cuore e occhi, tutti intorno alle fiamme per una foto, un complimento o una pacca ai fuochisti, per incantarsi sulla cascata di faville.

E peccato per chi non c'era, impedito dal maltempo che ha imperversato nel Nord Italia durante tutto il week end. Pensiamo soprattutto agli amici di Rocca San Casciano: beh, vi siete persi un gran falò, motivo in più per fare più bello ancora il vostro quando verremo a trovarvi il 10 aprile.

Sì, ha vinto San Geminiano, la passione dei suoi fuochisti e dei volontari di supporto (Stefano, Leldo, Massimo e Simone ai trattori; Francesca, Alessio, Marco e Sergio in cucina; i fratelloni Claudio, Marco e Giovanni per i pali: GRAZIE A TUTTI). Ha vinto la voglia di creare qualcosa di grande che permette di trasformare anche i limiti che ci sono e sempre ci saranno in un vantaggio alla fine fondamentale.

Ha vinto soprattutto, lo diciamo dopo avere inanellato una serie oramai consolidata di falò meravigliosi (e non solo perchè c'era bel tempo!) la voglia di migliorare, di osare, di innovare tecniche consolidate innestandovi piccoli segreti (di importazione romagnola). Con umiltà e pazienza il gruppo dei Zumian è saputo crescere e superare di slancio un avversario che ancora a metà anni '90 godeva di una rendita proveniente dal passato e che gli consentiva di ergersi a "professori dei falò", di cullarsi sugli allori, di chiudersi nella dimensione rionale, di non curare troppo certi particolari tanto "quei ragazzi non sono capaci". Ecco, ora - troppo tardi, miei cari - a San Nicolò sentono la terra che gli scappa da sotto i piedi e consapevoli del ritardo con il quale hanno aperto gli occhi cercano istericamente di chiudere la stalla quando i buoi sono scappati.

Ma non bastano volantinaggi contenenti rivendicazioni farneticanti a metà strada tra un prolisso comunicato dei grupposcoli extraparlamentari e un monologo alla Nino Frassica per spaventare i Zumian: abbiamo vinto, siamo attualmente i più forti e la tranquillità che questo fatto ci dona è la nostra forza. Non abbiamo paura dunque. Anzi, sapremo rispondere alla pari e a testa alta alle nuove sfide che il Vaticano ci ha lanciato. Senza timori.

E ora, che festa sia!
SAN GEMINIANO HA VINTO
VIVA SAN GEMINIANO
LO' LO' LO'