lunedì 7 febbraio 2011

Arrivederci al 2012!



A 8 giorni dal falò più bello del 2012 possiamo dire che le ceneri si siano raffreddate a sufficienza per mandare in letargo questo blog.

Le attività dei Zumian invece non riposano. Al di là della capanna ancora da smontare, per i fuochisti è tempo di cene di festeggiamento, di incontri per analizzare la situazione, ma anche di lieti eventi: dopo quelli del 2011 (fiocco rosa da Massimo, fiocco celeste da Ettore, nozze benedette dalle felpe Zumian), attendiamo con ansia quelli già preannunciati del 2012!

E non è finita: teniamo in mente la trasferta a Rocca San Casciano, il 26-27 marzo prossimi (vedi il link al Rione Mercato nella barra laterale) e l'oramai prossimo falò di Scorcetoli (5 marzo), il più giovane dei falò della Lunigiana, che alla sua prima edizione ha mostrato l'entiusiasmo e le doti dei giovani fuochisti della valle del Caprio. Insomma, il ciclo del falò non cessa mai!

Nonostante la scarsa cura che inizialmente abbiamo potuto dedicare a questo blog, ci siamo ripresi alla grande. Il numero di visite è lusinghiero: nell'ultimo mese 744 utenti hanno cliccato almeno una volta sul blog, visitando complessivamente 1.564 pagine. Il primo febbraio è stato il giorno più visitato, con 67 contatti. Ci piace pensare che molti utenti siano non pontremolesi e non lunigianesi incuriositi dalla nostra tradizione. Per ogni persona in più che da "forestiero" ha visitato il blog, cresce la soddisfazione per avere fatto qualcosa di importante non solo per la tradizione, ma anche per il presente di Pontremoli, che da manifestazioni come i falò dovrebbe trarre motivo di visibilità e di attrazione.

Ci rivediamo presto su questa pagine dunque: la sfida per il 2012 è già cominciata, come si può vedere dal conto alla rovescia!

Lo lo lo

Abbasso San Nicolò

Abbasso il Vaticano

Evviva San Geminiano!




sabato 5 febbraio 2011

Il Corriere Apuano


Nelle case e nelle edicole è arrivato il Corriere Apuano. Ecco, come tutti gli anni, l'articolo a commento del falò.

Ennesima apoteosi del falò di San Geminiano

Quando il paradosso diventa poesia


Ci sono momenti in cui ti domandi se quello che ti sei costruito dentro in termini di esperienze di vita possa ancora metterti di fronte al dilemma se esista una verità assoluta, oppure se quello che appare, vero o falso che sia, possa ancora sorprenderti.
Una domanda assurda, fatta crogiolare nella mente mentre le ultime lingue di fuoco dell’immane falò di San Geminiano sembravano giocare con i lugubri pali di sostegno, lambendoli delicatamente dopo un lunghissimo frangente di violenza incontrollata.
Inutile pretendere una risposta perché impossibile, mentre cresceva l’idea di avere assistito a qualcosa di paradossale, nell’accezione prima della straordinarietà, poi dell’assurdo, infine dell’illogico; comunque, se la poesia è paradosso, ad un evento integralmente poetico.
Tutto aveva assunto i toni della lirica più struggente, la folla assiepata all’inverosimile in tutti i posti possibili, compresa in un silenzio assordante, i riti consueti gestiti con la grazia della danza, l’esplosione delle fiamme, superbe, incontenibili, voraci a catturare l’occhio, costretto ineluttabilmente a salire verso l’alto, impossibilitato a staccarsi dal gioco delle lingue roventi che si perdevano in un infinito ora decorato da un altro gioco di stelle.
La realtà recuperata lentamente grazie al frastuono impercettibile dei cori di parte, lontana, assurdamente lontana, perché volutamente tenuta distante per non interrompere un coinvolgimento pànico, da gestire nei suoi risvolti più intimi, come momento di sgomento e di piacere infinito, da cullare per un frangente il più lungo possibile.
Mistero della poesia, capace di farti dimenticare quanto sofferto nel preludio, le ansie dell’imprevedibile, un presente da valutare ora dopo ora, per farti capire che, alla fine, esiste una giustizia naturale che non vuole imporre differenze, che pretende, però, di esaltarsi solo se quanto gli viene donato darà il risultato atteso.
Il risveglio, umidi gli occhi per una commozione istintiva, per recuperare, goduto, un senso di riconoscenza per le ombre sconosciute piroettanti in un gioco di osanna intorno ai rimasugli della pira, astiosamente impegnati a non perdere forza, a dimostrare che il connubio con chi aveva provocato tanto spettacolo doveva continuare ben oltre le sensazioni provocate.
Cosa avanzi di questo non è facile dire, certo, il desiderio che tutto questo possa continuare nel tempo, dimentico delle ineludibili difficoltà, indifferente alle forzature di parte, perché, una volta di più, dall’amplesso rovente della pira è tornata ad emergere l’anima più vera di Pontremoli, quella che sa dare significato ad ogni sacrificio, comunque compiuto.
Ma, questo forse è il vero paradosso, comunque inteso, da coltivare perché mantenga intatto nel tempo il senso più vero della poesia. (l.b.)

venerdì 4 febbraio 2011

Il video del falò!

La qualità non è ottimale, tuttavia questo video (il primo e l'unico per ora trovato su youtube) ha il pregio di raccontare una lunga sequenza del falò. Si noti l'accensione, che non raggiunge la perfezione del 2009 ma che è comunque impressionante per la sua velocità. Buona visione.

martedì 1 febbraio 2011

Ringraziamenti

Lista di quanti debbono essere ringraziati dal Comitato per il Falò di San Geminiano per la loro collaborazione o per le loro gradite offerte:

(la lista sarà sicuramente - ma involontariamente - incompleta, sono gradite segnalazioni per integrare l'elenco):

Esercizi commerciali.
  • Pasticceria Riccò
  • Forno di viale Fiorini
  • ...
Cuochi nella capanna

  • Francesca (Pasta e fagioli)
  • Marco, Giuseppe e Alessio (griglia)
  • Giancarlo (pasta)
  • Sara - è il nome giusto? - (sugo)
  • Danilo per tutto il resto
Trasporti

  • Fratelli Ribolla (anche per l'uso concesso del mezzo)
  • Simone
  • Stefano
  • Pietro
  • Leldo
  • Massimo
  • Giampiero
  • Land Mover
Motoseghe

  • Massimo e Michele (su gentile concessione delle consorti e delle piccole: grazie anche a loro)
  • Massimo
  • Riccio

Vari

  • Famiglia Bellotti (allaccio luce)
  • Operai del Comune di Pontremoli (camion per posa pali)
  • Compagnia del Piagnaro (per lo spettacolo offerto in attesa del falò)
  • Bar Luciano (vedi retro - per gentile concessione del Bunker)
  • Nicola Baldini (paglia)

Ringraziamo inoltre tutti i privati cittadini che simpaticamente sono venuti a farci visita recando un piccolo dono alimentare o enologico

Il fuoco e la polvere

Falò 2011, soggettiva di Carlo Bertaccini

Secondo copione il giorno dopo è quello delle ossa indolenzite, dei muscoli rattrappiti, per qualcuno del mal di testa. E' però anche il giorno del vuoto, dopo tre giorni completamente devoti alla "causa" e una campagna di preparazione del falò che causa il prolungarsi del maltempo autunnale ha richiesto un supplemento di energie e dedizione lungo tutto il mese di gennaio.
Il giorno dopo è allora il giorno dei bilanci e del tirare le somme di un'avventura partita sabato 11 settembre 2010 con il primo taglio.
Le innumerevoli pressioni sullo stato d'animo del gruppo, rappresentate dal già citato maltempo, dall'impiego a tempo ridotto di alcuni fuochisti (gli impegni della vita privata e della sfera personale, giustamente, hanno la priorità), l'oramai famoso sabotaggio, hanno pesato non poco sullo stato d'animo del gruppo.
Eppure gli Zumian sono stati ancora una volta all'altezza della sfida. Alla fine, sotto il Ponte della Cresa c'erano bochi a sufficienza per fare un grade falò. E anche il sabotaggio, benchè perpetrato a sole due settimane dal 31 gennaio, non ha sortito gli effetti sperati dai fuochisti del Vaticano, che hanno voluto inutilmente arricchire lo scherzo con l'onta di un incendio pochi minuti prima del loro falò: il materiale stipato in luoghi sicuri era sufficiente a reggere il peso della sfida. E per cautelarsi già due giorni dopo il "vile attentato" altre 100 fascine erano di nuovo tagliate e legate (grazie Bidio, Massimo, Riccio e tutti gli altri). In più, non dimentichiamolo c'erano 60 fascine "gratis", prelevate comode e già legate sulla provinciale per Succisa a giugno...

Insomma, i bianco rossi si sono presentati alla vigilia del grande giorno consapevoli che anche quest'anno avevano le carte in regola per fare bene. Certo, alcuni meccanismi organizzativi andranno affinati, occorrerà fare tesoro delle sbavature che sono state sperimentate, sarà necessario confrontarsi tra di noi per migliorare ancora e evitare la ripetizione di qualche piccolo errore. Ma la perizia e la capacità acquisita nel corso degli ultimi 10-12 anni dal gruppo Zumian è oramai cosa consolidata.
Ieri sera l'accensione magistralmente condotta dal Bazzi è stata pressochè perfetta: le fiamme hanno raggiunto la cima della pira in ancor meno tempo del 2009, quando il falò fu perfetto in ogni sua singola componente. E questa forza, questo vantaggio nell'accensione è oramai il punto di forza di San Geminiano. La fiamma si è sprigionata verso l'alto in maniera potente e decisa, lasciando l'amaro in bocca a chi si aspettava il tracollo che non è mai arrivato. Ecco allora le recriminazioni sul fumo (non più di quello che fisiologicamente avvolge tutti i falò), o sulla forma del falò (ma nessuno dimentica le travi murali utilizzate dal Vaticano lo scorso anno o le improbabili canne utilizzate quest'anno dai medesimi) o su una parte di pira che non si è consumata proprio alla perfezione, ma che comunque non è caduta, non è rimasta appesa ai pali, e che non ha perso che qualche ramo a combustione oramai conclusa.

Attaccarsi a ciò per decretare l'insufficienza dello spettacolo offerto significa attaccarsi ai lampioni come gli ubriachi di notte.

Perchè sbavature o imperfezioni , che certo possono esserci state, non possono offuscare una superiorità applaudita dal pubblico e rilevata pure, tra ieri sera e stamattina, da diversi pontremolesi, "famosi" e non, incontrati per la strada.
Per San Nicolò è tempo di riflettere, e forse già lo stavano facendo ieri sera, molto meno rumorosi degli altri anni, senza striscioni, senza sfilate (peccato! quella dello scorso anno fu bella), senza volantini deliranti lanciati dal ponte. E pazienza per la cenere che ci è stata tirata dall'alto: al di là del buono o cattivo gusto, il significato che da sotto l'aracata della Cresa abbiamo attribuito al gesto è molto semplice: quelli del Vaticano si sono resi conto di essere polvere.

Che cosa ci tocca leggere

Rimandando a più tardi per commenti più approfonditi, occorre segnalare che siamo rimasti basiti dall'articolo sul Falò comparso stamane su uno dei due principali quotidiani locali della Lunigiana. Prendiamo le distanze da quanto scritto:

- il titolo allarmisitico sulla gente in fuga per il calore del falò lascia intendere l'evento più come problema di protezione civile che come festa. Il falò è stato posizionato nello stesso identico punto del piazzale degli altri anni... naturale che il calore si propaghi e che la gente si sposti, ma non certo per problemi di incolumità;

- ridicole le misure citate del falò: 12,5 metri di diametro e 22 metri di altezza!!! L'occhio di un bambino è in grado di riconoscere che hanno invertito diametro e altezza. Ah, a proposito: l'altezza precisa era 13,5 metri;

- non è vero che il Vescovo ha suonato una campanella dalla veranda dell'Episcopio e che a seguire Marco Cavellini abbia appicato il fuoco: il Vescovo non suona nessuna campanella, e meno male che l'articolista è di Pontremoli, ma semplicemente le luci accese dell'Episcopio segnano la fine delle funzioni religiose e il "via libera" al falò. Non occorre particolare arguzia per verificare che il falò è stato appiccato da quasi 40 persone, e non da una sola;

- allucinante leggere che vi sono stati attimi di paura e tensione perchè le fiamme lambivano il tetto del centro commerciale. Le fiamme erano sì altissime, ma ben lontane dal tetto del palazzo, che se no avrebbe preso fuoco (o più semplicemente, se vi fossero di questi problemi, le autorità proibirebbero la manifestazione)

Insomma, se si vuole bene al falò e a Pontremoli, bisogna fare attenzione a cosa si scrive e a cosa si da in pasto ai lettori, soprattutto quelli non pontremolesi, meno addentrati ma curiosi della nostra tradizione, i quali da certi articoli deducono che il falò è un pericolo e non una festa.

Unica cosa vera scritta nell'articolo: le fiamme hanno avvolto la pira in un tempo velocissimo, molto più veloce del tempo impiegato all'accensione del Falò di San Nicolò. Questo l'unico sprazzo di verità in un mare di ... lasciamo perdere.

Le prime foto del Falò 2011

Le prime foto del trionfo di San Geminiano di ieri sera ce le manda Carlo Bertaccini, nostro grande amico del Rione Mercato di Rocca San Casciano, che non ha mancato di venirci a trovare ieri, allietando il trionfo con la sua presenza. Grazie Carlo!

Le foto sono visibili sul seguente link:
http://picasaweb.google.com/104229676031064245780/FestaDelFaloDiSanGeminiano2011?feat=directlink

Invitiamo quanti hanno materiale fotografico o video sul falò 2011 ad inviarcelo: provvederemo a pubblicarlo per rendere ancora più completo il resoconto dell'indimenticabile giornata!